INFRA-PALERMO

Un bellissimo viaggio organizzato in occasoine del compleanno di mia mamma ci ha portati a Palermo, in Sicilia. Che magnifica città! Si respirano arte e cultura in ogni dove; peccato esserci trattenuti solo 3 giorni.


All'epoca utilizzavo due Nikon D70s, una modificata a 720nm e una a 590nm.



PORTA NUOVA:
La Porta Nuova, adiacente al Palazzo dei Normanni, è stata per secoli il più importante accesso a Palermo via terra.
Da essa partono il Corso Vittorio Emanuele, o Cassaro, la principale arteria cittadina, e, all'esterno, il Corso Calatafimi, la strada verso Monreale.

La Porta Nuova fu voluta nel 1583 dal viceré Marcantonio Colonna per celebrare la vittoria sulle armate turche e commemorare i trionfi del sovrano. Nonostante il Senato cittadino avesse imposto il nome di Porta Austriaca, mentre alcuni documentatori fanno riferimento a Porta Imperiale, il popolo palermitano continuò ad appellare il monumentale varco come Porta Nuova. 
La costruzione subì la quasi totale distruzione il 20 dicembre 1667, quando esplosero i depositi di polvere da sparo siti all’interno a causa di un fulmine dovuto ad un temporale. 
Nel 1669 fu integralmente ricostruita e si pose a coronamento dell'edificio una copertura piramidale rivestita da piastrelle policrome maiolicate con le immagini di aquile ad ali spiegate.
Il terremoto del 16 giugno 1686 provocò dei danni e i lavori di restauro comportarono la realizzazione rinforzi sul fianco sinistro.
Fino ai restauri eseguiti nel 1825 è documentata la presenza di un affresco raffigurante la Beata Vergine Maria contornata da angeli, ritratta con Sant'Agata, Sant'Agatone, San Michele Arcangelo, opera realizzata da Pietro Novelli sulla parete interna di Sud-Ovest.
Dal 1870 fa parte del complesso del distretto militare di Palermo.
Nel settembre 2015 si sono conclusi i lavori di restauro e messa in sicurezza del monumento.

La struttura è un vero e proprio arco trionfale, ornato di  di statue, busti, pigne, colonne, pilastri, cornicioni, balaustre, finestre, fregi, festoni, ghirlande, mascheroni, iscrizioni marmoree recanti i versi di Antonio Veneziano e un'aquila marmorea con armi reali, scultura pericolante, poi rimossa. 
La costruzione presenta due prospetti ripartiti su tre ordini:
uno rivolto verso la città ricalcante gli schemi classici degli antichi archi di trionfo, 
quello esterno presenta un'architettura originale e bizzarra, presenta infatti elementi raffiguranti i Mori sconfitti da Carlo V, le due figure in posizione centrale mostrano gli arti mozzati in segno di sottomissione. 
Il primo ordine è costituito dal basamento e dal varco carrozzabile, 
il secondo ordine consta di vani recanti finestre/balconi sull'affaccio verso Monreale e da busti di divinità collocati in oculi ovoidali sulla facciata del Cassaro, raffiguranti       Pace, Giustizia, Verità, Abbondanza
Un terzo ordine comprende le logge rivolte ad est e ovest, di marmo bianco, con 6 colonne che definiscono 5 archi abbelliti con altrettanti mascheroni scolpiti nelle chiavi di volta. 
Ad ogni campata corrisponde una porta sormontata da timpano ad arco arricchita da erma intermedia. 
Chiude la prospettiva la struttura piramidale coronata da balaustre, comprendente una balconata circondata dalla copertura maiolicata. 
Un terrazzino include la lanterna sommitale sormontata da pinnacolo e banderuola. 




PALAZZO DEI NORMANNI
Sicuramente uno degli elementi più importanti della Città. 
Un'opera che attraversa la storia della Sicilia: trova infatti origine nell'epoca Fenicio-Punica (i cui resti sono ben evidenti nelle fondamenta e nelle carceri); vive il periodo Greco-Romano, ma viene veramente abbellito solo durante il regono bizantino.
Nel 535 la città fu conquistata dai bizantini e il dominio bizantino perdurò per quasi tre secoli. 
Il Castrum venne abbellito, divenendo a tutti gli effetti un Palazzo. 

La prima costruzione con funzioni di residenza reale denominata 'al Qasr o Kasr (Alcassar, la dimora degli emiri), è invece attribuita al periodo della dominazione islamica, lasso di tempo di circa due secoli durante il quale si avvicendarono numerosi governatori o emiri.

Durante il periodo Normanno il Castello assunse più l'aspetto di un vero castello, furono aggiunte nuove ale e la Cappella di San Pietro Apostolo prese il posto della vecchia Moschea. Divenne inoltre  il centro della cultura e dell'arte europea tra il XII e il XIII secolo.

Con gli Svevi, la struttura fu sede delle Scienze e delle Lettere, elogiata da Dante Alighieri. Con Federico II di Svevia e il figlio Manfredi furono mantenute nel palazzo le attività di governo, amministrative e di cancelleria.

Tornò ad essere dimora con gli Aragonesi. 

In Epoca Spagnola il Castello fu sede della Santa Inquisizione, tra il 1513 e il 1553.

Il palazzo tornò a occupare un ruolo importante nella seconda metà del XVI secolo quando i viceré spagnoli lo elessero a propria residenza.

Durante il regno dei Savoia fu nuovamente restaurato ed abbellito. L'ultima grande e importante modifica fu apportate durante il regno dei Borbone, durante il quale furono anche apportati interventi di abbellimento.



PALAZZO DELLA ZISA

Il palazzo, iniziato durante il regno di Guglielmo I ed ultimato da Guglielmo II intorno al 1167, fu la residenza estiva preferita dai re e dalla sua corte.
Il suo nome deriva dall’arabo “al-Aziz”, ovvero “splendido”.

Durante i secoli ha subito diverse trasformazioni, la più rilevante è quella avvenuta nel 1635, con l’apporto di aggiunte in stile barocco.

Esternamente si presenta come un blocco suddiviso in tre ordini orizzontali corrispondenti ai tre piani. Sulla facciata principale si apre un vestibolo detto “Sala della fontana”, attorno a cui ruotano gli appartamenti delle ali meridionali e settentrionali e la cui decorazione è di ispirazione tipicamente islamica a pianta quadrangolare trilobata, retto da coppie di colonne; sull’arco di ingresso, invece, è stato collocato un affresco barocco detto “diavoli della Zisa”, ovvero una serie di figure che secondo la tradizione è impossibile contare per la loro disposizione in senso rotatorio.

Il pavimento della sala è attraversato da una canaletta che forma due vasche, quadrate all’esterno e ottagonali all’interno, in cui scorreva l’acqua versata dalla fontana, posta sulla parete di fondo.
La sala è interamente coperta da un rivestimento in marmo sovrastato da una fascia a mosaico a motivi naturalistici, con tondi nella parete della fontana.

Di notevole interesse è il particolare sistema di ventilazione, costituito da camini che consentivano il refrigerio estivo.
All’interno del castello è ospitato il Museo d’arte islamica, con reperti provenienti dall’area del Mediterraneo.






CHIESA DI SAN CATALDO

Fu costruita nel 1154 sotto il regno di Guglielmo I per volere di Majone da Bari, Grande Ammiraglio del re normanno.
Era la cappella di un sontuoso palazzo, oggi non più esistente.

Questa costituisce l’esempio più peculiare della cultura architettonica araba al servizio dei sovrani normanni con le tipiche cupole rosse che la sovrastano e la sua forma di parallelepipedo che la caratterizzano.

Guglielmo I donò, nel 1182, la cappella e il palazzo ai Benedettini di Monreale che vi rimasero fino a quando, tutto l’edificio, nel 1787, fu trasformato in ufficio postale. Le varie manomissioni che subì l’edificio nel corso dei secoli avevano alterato profondamente l’aspetto della chiesa, poi riportate alla configurazione originaria dal restauro diretto da Giuseppe Patricolo nel 1882.

Le pareti esterne sono vivacizzate dal disegno grafico delle arcate cieche e dalla fine cimasa di coronamento.
L’interno, a pianta centrale, ha tre navate divise da colonne con capitelli di reimpiego che sorreggono le arcate acute.
Splendidi sono il pavimento a tarsie policrome in marmo e porfido e l’altare in cui sono incisi una croce e i simboli degli evangelisti.














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